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Titolo: Il profumo della libertà
Album: Varie
Titolo: Il profumo della libertà

News n. 20: ITA Domenica ero nervoso, girandomi nel letto ripetutamente percepii qualcosa di anomalo nell'aria, ma non capivo cosa.
Quando avvertiamo questi segni premonitori è necessario svegliarci, un evento è alle porte, dobbiamo solo aspettare che questo faccia visita, essere preparati è importante. Mi vesto nel caos della mia camera, beh, cosa normale. No, non intendo il fatto di vestirmi, ma quello del caos che regna nella mia camera. Creato appositamente per come autodifesa contro ignoti che si aggirano nelle tenebre per sistemare chissà cosa, spezzando l'idillio conservato fino a quel momento nella propria vita. Io amo il caos. Il caos è l'inizio di tutto, è l'inizio di una nuova idea, di una nuova scoperta.
Scendo dalle scale come un felino di montagna, lo so, pare strano per un "ragazzo" di 35 anni ma è così! Nell'aria qualcosa di strano, eppure mia madre non mi stressa con le solite cose, salto il pranzo, ormai son le tre del pomeriggio. Subito con lo sguardo fuori dalla porta, cielo sereno, insomma, abbastanza sereno, nulla di strano, cosa sarà mai che mi rende irrequieto... Arrivo in ditta, i miei cagnazzi pronti a farmi le feste come sempre, tutto normale. Poi mentre cammino dal cancellino alla porta del capannone, mi sembra di sentir delle voci familiari, ma sono ancora fuori sincrono, quando mi alzo ci vuole sempre un po'... Poi circa a metà del cammino esterno che mi condurrà dentro il mio covo una scossa. Una fitta pungente alla mano sinistra, mi fermo qualche istante, dev'essere un segno, per la miseria, la curiosità mi consuma!
Poi un'altra fitta, ancora più pungente, per caso giro il capo verso destra, ok scandaglio, c'è la casa del mio vicino, l'acero che piantò mio nonno, Bibulo (uno dei tre cani) che fa il matto per farsi notare, poi realizzo... Esclamo un "CAZ..." sonoro, la pressione si abbassa tanto da socchiudere gli occhi, un fremito, un altro ancora. Sulla mia destra c'è la cassa che contiene da Aprile la mia amata, intrappolata in burocrazie, condannata da gente malvagia ad una sorte incerta, devo fare qualcosa, devo liberarla!
Le voci oramai sono più scandite e chiare, è lei, che mi chiama, non posso voltarmi dall'altra parte, è una parte di me, il mio veicolo (in tutti i sensi) di libertà.
Chiamo subito Jeans e Zano, insieme fanno più di 300 kg di amicizia, capiscono il momento drammatico senza che ne spiegassi le vere ragioni. Pochi minuti e sono da me, "Liberiamola!" esclamo. Via le viti, via le paratie, via il cartone e tutti gli ammennicoli, via le cinghie, sei libera piccola mia, non potevo attendere altro tempo, la fitta alla mano, quella della caduta a fine viaggio, era quello il segnale più lampante.
La portiamo con cura dentro il capannone, posizionandola in un posto tranquillo, mi allontano da qualche passo e... La guardo, lei mi guarda, un altro calo di pressione, un sospiro, poi mi avvicino, la accarezzo, un flash a qualche mese indietro, quando eravamo solo lei ed io, il profumo della libertà mi pervade e quasi scoppio a piangere.
Rivedo le strade, le persone incontrate, il suo borbottio ad ogni accensione, le cadute, il rombo nella foresta amazzonica, le piogge, la neve, il dramma nel salar, il caldo soffocante, i guadi, le Ande, l'Himalaya con il suo passo più alto del mondo a 5600 metri, le dune africane, i guadi, il medioriente con le sue genti che prima di stringermi la mano se la passavano sul cuore in segno di fratellanza, le scorribande e le feste sudamericane che finivano sempre in ciocche, i bambini colombiani, peruviani, argentini, brasiliani degli orfanotrofi, anche tutti gli altri, di tutto il mondo, di tutti i colori, di tutte le religioni, le mille peripezie, i 220mila chilometri di avventura in giro per il mondo con la mia amata. Cazzo, gli occhi lucidi, anche ora mentre ve lo racconto.
Piccola mia, dopo la fiera di Padova del 15-16-17 Gennaio 2010 dove farai bella mostra di te inizierò a curarti, sei la mia regina, il mio "veicolo" di evasione, l'unico oggetto apparentemente inanimato che mi fa battere il cuore.

E' tornata, ne sono sicuro, non potrà passare molto tempo per rivederla correre libera per le vie del mondo.

Ciauuuu ;¬)


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